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Maturità 2026: materie seconda prova e orale per indirizzo

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Maturità 2026 materie seconda prova e orale

Materie della Maturità 2026 rivelate: seconda prova per ogni indirizzo e le quattro discipline del colloquio, con indicazioni pratiche per studiare.

Le materie della seconda prova della Maturità 2026 (esame di Stato dell’a.s. 2025/26) sono state definite dal Ministero e, per molti indirizzi, confermano la “tradizione” attesa dagli studenti: Latino al Liceo classico, Matematica allo Scientifico, Lingua e cultura straniera 1 al Linguistico, Scienze umane al Liceo delle Scienze umane, Economia aziendale nell’AFM, Discipline turistiche e aziendali nel Turismo, Progettazione, costruzioni e impianti nel CAT.

In parallelo, il colloquio cambia passo: la commissione lavora su quattro discipline in tutto, legate ai commissari (più il presidente). In pratica, per la stragrande maggioranza dei percorsi, le quattro “materie dell’orale” sono Italiano, la disciplina della seconda prova, più altre due discipline stabilite per l’indirizzo. Questa combinazione è ciò che, concretamente, indirizza ripasso, collegamenti e strategie da qui a giugno.

Come funzionano seconda prova e 4 discipline al colloquio

La Maturità 2026 si gioca su una geometria chiara: prima prova di Italiano, seconda prova d’indirizzo, poi colloquio. La novità che pesa davvero, però, è la cornice del colloquio: non è più un “mare aperto” in cui può finire qualunque disciplina in modo imprevedibile, perché il baricentro è dato dalle quattro discipline “in commissione”. In sostanza, al colloquio si parla sempre di Italiano e della materia (o dell’area) della seconda prova, più altre due discipline che completano il quartetto caratterizzante.

Questo non significa che il colloquio diventi una ripetizione meccanica di quattro programmi: resta una prova in cui contano collegamenti, ragionamento, uso consapevole delle conoscenze. Ma la selezione delle discipline crea un effetto concreto: si riduce l’incertezza e aumenta il valore della preparazione mirata. È un dettaglio che cambia i pomeriggi di studio: chi capisce presto quali sono le “quattro materie” del proprio indirizzo può costruire schemi più efficienti, scegliere esempi giusti, preparare collegamenti credibili senza inseguire tutto.

C’è poi un risvolto pratico che spesso si sottovaluta: le quattro discipline coincidono con quelle affidate ai commissari (interni o esterni). Questo spiega perché, in molti istituti tecnici, per esempio, compaiano spesso Inglese e una disciplina tecnico-professionale oltre alla seconda prova. È un assetto che tende a “spingere” lo studente verso un colloquio più vicino alle competenze dell’indirizzo e meno generico.

Licei: materie 2026, indirizzo per indirizzo

Nel mondo dei licei, la Maturità 2026 disegna una mappa piuttosto leggibile, con scelte che puntano a valorizzare le discipline identitarie. Nel Liceo classico, la seconda prova è Lingua e cultura latina: una scelta che chiude la porta ai dubbi dell’ultima settimana e riporta al centro la grammatica ragionata, la traduzione e l’analisi. Le altre discipline del colloquio, oltre a Italiano e Latino, sono Storia e Matematica: un quartetto che, di fatto, chiede allo studente equilibrio tra umanistico e logico, con una preparazione che non può permettersi buchi nelle basi.

Nel Liceo scientifico, la seconda prova è Matematica e le altre discipline del colloquio sono Storia e Scienze naturali (biologia, chimica, scienze della Terra). Qui il segnale è netto: oltre al classico “pezzo forte” matematico, entrano due pilastri che spesso guidano collegamenti efficaci e attuali. In chiave di preparazione, diventa fondamentale tenere insieme rigore e contesto, perché Storia e Scienze naturali possono trasformare un colloquio in una narrazione ragionata, non in un interrogatorio a blocchi.

Nello Scientifico – opzione Scienze applicate, la seconda prova resta Matematica e il pacchetto del colloquio conferma Storia e Scienze naturali. La differenza, rispetto al percorso tradizionale, non è tanto la “lista” quanto l’impostazione: chi viene dalle Scienze applicate spesso ha un’abitudine più concreta al laboratorio e all’analisi dei dati, e la commissione – con queste discipline – tende a premiare un linguaggio preciso, esempi sperimentali e collegamenti ben motivati. Anche lo Scientifico – sezione a indirizzo sportivo resta su Matematica per la seconda prova, ma al colloquio, insieme a Italiano e Storia, compare Diritto ed economia dello sport, che rende l’orale molto più “caratterizzante”: qui funzionano bene esempi su regolamenti, sistemi sportivi, diritti degli atleti, sostenibilità degli eventi, purché sempre ancorati ai contenuti.

Nel Liceo linguistico, la seconda prova è Lingua e cultura straniera 1. Al colloquio, oltre a Italiano e alla lingua della seconda prova, entrano Lingua e cultura straniera 2 e Scienze naturali. È una combinazione che premia chi non studia le lingue “a memoria”, ma le usa: lessico preciso, comprensione di testi, capacità di argomentare e passare con naturalezza da una lingua all’altra, senza perdere chiarezza. La presenza di Scienze naturali, inoltre, spinge a preparare collegamenti moderni: comunicazione scientifica, ambiente, salute, tecnologia, linguaggi specialistici.

Nel Liceo delle Scienze umane, la seconda prova è Scienze umane, mentre al colloquio compaiono Lingua e cultura straniera e Storia dell’arte, oltre a Italiano. È una combinazione meno scontata di quanto sembri: per molti studenti la vera difficoltà è costruire un discorso che tenga insieme teorie e autori delle Scienze umane con esempi concreti e con una lettura culturale più ampia, in cui l’arte può diventare un ponte potente, se usata bene. Nell’opzione Economico-sociale, la seconda prova è Diritto ed economia politica e al colloquio, insieme a Italiano, entrano Scienze umane e Lingua e cultura straniera 1: qui il colloquio tende a premiare chi sa ragionare su istituzioni, dati, attualità economica e trasformazioni sociali con un registro serio, senza slogan.

Il Liceo artistico merita un capitolo a parte, perché la seconda prova cambia a seconda dell’indirizzo, ma la struttura del colloquio è sorprendentemente coerente: oltre a Italiano e alla disciplina progettuale o laboratoriale della seconda prova, entrano spesso Fisica e Filosofia. Nell’indirizzo Architettura e ambiente la seconda prova è Discipline progettuali architettura e ambiente, mentre al colloquio si aggiungono Fisica e Filosofia; nell’indirizzo Arti figurative (plastico-scultoreo) la seconda prova è Discipline plastiche e scultoree, con Fisica e Filosofia all’orale; nell’indirizzo Audiovisivo e multimediale la seconda prova è Discipline audiovisive e multimediali, sempre con Fisica e Filosofia; in Scenografia la seconda prova è Discipline progettuali scenografiche, ancora con Fisica e Filosofia; in Grafica la seconda prova è Discipline grafiche, con lo stesso doppio binario. La scelta, letta bene, non è casuale: Fisica e Filosofia sono due strumenti “di metodo”, uno sul mondo materiale e uno sui concetti, e possono diventare alleati per spiegare progetto, percezione, luce, materiali, estetica, tecnologia, comunicazione.

Infine il Liceo musicale e coreutico. Nella sezione Musicale, la seconda prova è Teoria, analisi e composizione e al colloquio entrano Storia della musica e Filosofia, oltre a Italiano: qui il punto è dimostrare consapevolezza, non solo abilità tecnica. Nella sezione Coreutica, la seconda prova è centrata su Tecniche della danza classica e Tecniche della danza contemporanea (di fatto una seconda prova articolata), mentre al colloquio si aggiungono Filosofia e Storia della danza: un quartetto che chiede di saper parlare di corpo, linguaggio, cultura e storia con precisione, senza ridurre tutto alla sola performance.

Istituti tecnici: settore economico e tecnologico, cosa cambia davvero

Negli istituti tecnici il quadro è ancora più “professionale”: le materie scelte per la seconda prova puntano dritte al cuore dell’indirizzo, e le altre discipline del colloquio spesso includono Inglese e un’ulteriore materia tecnica, trasformando l’orale in una verifica molto vicina alle competenze richieste fuori da scuola.

Nel settore economico, l’indirizzo Amministrazione, finanza e marketing (AFM) ha la seconda prova su Economia aziendale. Al colloquio, oltre a Italiano ed Economia aziendale, entrano Seconda lingua comunitaria e Diritto: un mix che spinge a ragionare su casi aziendali, bilanci, decisioni, normativa, contratti e comunicazione internazionale. Nell’articolazione Sistemi informativi aziendali (SIA) la seconda prova resta su Economia aziendale, ma al colloquio compaiono Lingua inglese e Informatica: qui la differenza è netta, perché l’orale tende a premiare chi sa parlare di sistemi, dati, processi e sicurezza con un lessico credibile. Nell’articolazione Relazioni internazionali per il marketing (RIM) la seconda prova diventa Economia aziendale e geo-politica, mentre al colloquio ci sono Lingua inglese e Diritto: un percorso che invita a collegare impresa e contesto globale, con attenzione a mercati, scenari e regole.

L’indirizzo Turismo porta la seconda prova su Discipline turistiche e aziendali e al colloquio aggiunge Seconda lingua comunitaria e Arte e territorio. È una combinazione che, se studiata bene, permette un colloquio concreto: progettazione di itinerari, marketing territoriale, sostenibilità, gestione dei flussi, valorizzazione del patrimonio, con lingue usate come strumenti reali e non come “materie separate”.

Nel settore tecnologico, l’indirizzo Meccanica, meccatronica ed energia offre una seconda prova molto riconoscibile: nell’articolazione Meccanica e meccatronica è Meccanica, macchine ed energia, e le altre discipline del colloquio sono Lingua inglese e Sistemi e automazione. Nell’articolazione Energia la seconda prova resta Meccanica, macchine ed energia e al colloquio compaiono ancora Lingua inglese e Sistemi e automazione. Il messaggio è chiaro: il colloquio tende a verificare la capacità di ragionare su impianti, cicli, macchine, controllo e automazione, e di farlo con un inglese almeno tecnico di base.

Nell’indirizzo Elettronica ed elettrotecnica, la seconda prova è Tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici per le principali articolazioni (Elettronica, Elettrotecnica, Automazione). Al colloquio, oltre a Italiano e alla seconda prova, entra quasi sempre Lingua inglese e poi una disciplina coerente con l’articolazione: in Elettronica ed Elettrotecnica compare Elettrotecnica ed elettronica, mentre in Automazione compare Sistemi automatici. Qui la differenza si sente: l’orale non è uguale per tutti, e chi è in Automazione deve preparare con cura logiche di controllo, sensori, attuatori, anelli di retroazione, oltre al linguaggio.

Nell’indirizzo Informatica e telecomunicazioni, l’articolazione Informatica ha la seconda prova su Sistemi e reti, con Lingua inglese e Informatica come altre discipline del colloquio. L’articolazione Telecomunicazioni mantiene Sistemi e reti come seconda prova, ma al colloquio, accanto all’inglese, entra Telecomunicazioni. È un impianto che rende decisivi i collegamenti tra architetture di rete, protocolli, sicurezza, infrastrutture e, per chi è in Telecomunicazioni, trasmissione, segnali e sistemi.

L’indirizzo Grafica e comunicazione sceglie come seconda prova Progettazione multimediale e al colloquio porta Lingua inglese e Tecnologie dei processi di produzione: qui la preparazione efficace è quella che unisce creatività e processo, dal brief alla produzione, fino ai vincoli tecnici. L’indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie ha una seconda prova comune e molto chiara: Chimica analitica e strumentale. Poi cambia l’altra materia del colloquio, a seconda dell’articolazione: in Chimica e materiali compare Chimica organica e biochimica; in Biotecnologie ambientali entra Biologia, microbiologia e tecnologie di controllo ambientale; in Biotecnologie sanitarie entra Biologia, microbiologia e tecnologie di controllo sanitario, con Lingua inglese come ulteriore disciplina del colloquio. Il filo conduttore è evidente: metodi, analisi, strumenti, e capacità di spiegare procedure con precisione.

Nell’indirizzo Sistema moda, la seconda prova è Ideazione, progettazione e industrializzazione del prodotto e al colloquio compaiono Lingua inglese e Chimica applicata e nobilitazione dei materiali: la moda qui è industria, materiali, processi, sostenibilità, e il colloquio tende a premiare chi sa parlare di filiera. Nell’indirizzo Agraria, agroalimentare e agroindustria, le articolazioni portano scelte interessanti: in Produzioni e trasformazioni la seconda prova è Produzioni vegetali e al colloquio compare Trasformazione dei prodotti (oltre a Inglese); in Gestione dell’ambiente e del territorio la seconda prova resta Produzioni vegetali e al colloquio entra Gestione dell’ambiente e del territorio; in Viticoltura ed enologia la seconda prova è Viticoltura e difesa della vite e al colloquio compare Economia, estimo, marketing e legislazione, sempre con Lingua inglese come quarta disciplina.

Chi è in Costruzioni, ambiente e territorio (CAT) trova una seconda prova “storica”: Progettazione, costruzioni e impianti, con Lingua inglese e Topografia al colloquio. Nell’articolazione Geotecnico, invece, la seconda prova è Tecnologie gestione del territorio e ambiente e al colloquio entra Topografia e costruzioni insieme a Inglese: un profilo più legato a suolo, analisi del territorio, gestione e sicurezza. Infine, in Trasporti e logistica – Logistica, la seconda prova è Logistica e al colloquio compaiono Lingua inglese e Meccanica e macchine: qui il colloquio può diventare molto operativo, tra supply chain, trasporti, organizzazione, impianti e macchine.

Istituti professionali: qui la “seconda prova” non è sempre una sola materia

Sugli istituti professionali bisogna essere molto netti, perché convivono situazioni diverse. Nei professionali del vigente ordinamento, la seconda prova è legata alle competenze del percorso e la scelta dei commissari interni viene fatta in modo da garantire la presenza dei docenti dell’area di indirizzo che concorrono alle competenze oggetto della seconda prova. Tradotto: non sempre troverai un’unica “materia” nazionale identica per tutti; la scuola individua due insegnamenti dell’area di indirizzo che entrano nel colloquio e, insieme, sostengono anche la costruzione della prova. In questi percorsi, le discipline “sempre presenti” che emergono con chiarezza sono Italiano e Lingua inglese, mentre le altre due dipendono dal percorso effettivamente attivato e dalle scelte dell’istituzione scolastica.

Questo non riduce l’importanza della preparazione, anzi: impone un approccio più intelligente. Chi è in un professionale “vigente” deve muoversi presto con la scuola per capire quali sono i due insegnamenti di indirizzo scelti come perno del colloquio, perché diventano anche i migliori alleati per costruire esempi concreti, casi pratici, ragionamenti su competenze. Qui la differenza la fa chi porta in aula una preparazione credibile su processi, procedure, sicurezza, qualità, norme operative, non chi ripete definizioni.

Accanto a questo, restano percorsi professionali in cui la seconda prova è invece indicata come disciplina più “tradizionale”. Per esempio, nei Servizi socio-sanitari la seconda prova è Psicologia generale ed applicata e al colloquio, oltre a Italiano, compaiono Lingua inglese e Igiene e cultura medico-sanitaria: un quartetto che chiede di saper collegare teoria psicologica, contesti di cura, prevenzione e organizzazione dei servizi. Nei professionali dell’enogastronomia, nell’articolazione Enogastronomia, la seconda prova è Scienza e cultura dell’alimentazione e al colloquio entra Lingua inglese insieme al Laboratorio dei servizi enogastronomici – cucina; in Sala e vendita la seconda prova resta Scienza e cultura dell’alimentazione e al colloquio entra il Laboratorio dei servizi enogastronomici – sala e vendita; nell’articolazione Accoglienza turistica, invece, la seconda prova è Diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva e al colloquio compare il Laboratorio di servizi di accoglienza turistica, oltre all’inglese. Nei Servizi commerciali, la seconda prova è Tecniche professionali dei servizi commerciali e al colloquio entra Diritto ed economia insieme a Inglese. In Manutenzione e assistenza tecnica, la seconda prova è Tecnologie e tecniche di installazione e manutenzione e al colloquio compare Laboratori tecnologici ed esercitazioni, oltre alla lingua.

Il denominatore comune, in ogni caso, è questo: nei professionali, più che altrove, la commissione tende a premiare chi sa dimostrare competenza applicata. E proprio per questo le “quattro discipline” non vanno studiate come quattro libri separati: vanno trasformate in un discorso unico, fatto di esempi, casi, contesti reali.

Come verificare la tua combinazione in pochi minuti

La via più rapida – e anche la più sicura – è controllare la combinazione direttamente nel motore di ricerca delle discipline pubblicato dal Ministero per l’a.s. 2025/26. È lì che si vede, nero su bianco, la disciplina della seconda prova e le altre discipline del colloquio associate al proprio indirizzo, articolazione e, quando serve, percorso specifico. Per chi frequenta articolazioni o opzioni particolari, questo passaggio non è un dettaglio: è l’unico modo per evitare confusione da “riassunti” generici che girano sui social.

Il consiglio operativo, semplice ma decisivo, è verificare anche la denominazione esatta del proprio percorso: spesso gli istituti tecnici e professionali cambiano molto tra indirizzo e articolazione, e basta una parola per spostare la materia dell’orale da una disciplina a un’altra. Inoltre, esistono situazioni territoriali e linguistiche (in particolare legate a percorsi in lingua tedesca o a specificità locali) che richiedono attenzione ai dettagli. In altre parole: la combinazione giusta è quella scritta sul profilo del tuo indirizzo, non quella “più comune” raccontata in un post virale.

Questa verifica, fatta ora, ti permette anche un vantaggio strategico: organizzare lo studio per “pilastri” e non per ansia. Significa, per esempio, costruire una scaletta di ripasso in cui la seconda prova guida il lavoro tecnico, mentre le altre due discipline del colloquio diventano la cerniera per collegamenti e approfondimenti. E significa arrivare in primavera con una preparazione già strutturata, invece di rincorrere le scelte all’ultimo mese.

L’effetto pratico: studiare meglio da oggi a giugno

La domanda che pesa, a questo punto, non è “quante materie devo studiare”, ma come trasformo quattro discipline in un colloquio convincente. La risposta più efficace è smettere di preparare l’orale come una sequenza di interrogazioni e iniziare a ragionare per nuclei: concetti chiave, autori o modelli, esempi, casi, applicazioni. Nel Classico, per esempio, Latino e Italiano possono dialogare su retorica e costruzione del testo, mentre Storia e Matematica servono a dimostrare solidità e metodo. Nello Scientifico, Matematica e Scienze naturali possono reggere un discorso su modelli e realtà, mentre Storia dà profondità e contesto. Nei tecnici, la seconda prova e la disciplina tecnico-professionale del colloquio spesso sono il “motore”, mentre Inglese e Italiano diventano lo strumento per comunicare con precisione, senza approssimazioni.

C’è poi un secondo livello, più sottile, che distingue i colloqui buoni da quelli eccellenti: la coerenza. Un colloquio coerente non è quello “spettacolare”, ma quello in cui ogni passaggio è motivato e sostenibile. Se sei in Turismo e hai Discipline turistiche e aziendali, Seconda lingua comunitaria e Arte e territorio, un percorso credibile può parlare di valorizzazione del patrimonio, sostenibilità e gestione, con esempi territoriali e un lessico tecnico vero. Se sei in Informatica e telecomunicazioni e hai Sistemi e reti, Inglese e Informatica, la differenza la fa la capacità di spiegare concetti di rete e sicurezza con esempi chiari e senza gergo buttato lì per impressionare. Se sei in un Artistico con Fisica e Filosofia, il salto di qualità arriva quando dimostri che sai usare Fisica per parlare di luce, materiali, percezione e tecnologia, e Filosofia per dare struttura a un ragionamento su estetica, progetto, linguaggio.

Il punto, alla fine, è che la scelta delle discipline per Maturità 2026 non è solo una notizia “da calendario”: è una mappa di lavoro. Chi la usa bene oggi, tra febbraio e marzo ha già un impianto solido; chi la ignora, rischia di arrivare a maggio con una preparazione dispersa, fatta di appunti scollegati. La Maturità resta un esame serio, ma con questa struttura premia chi studia con intelligenza, non chi accumula pagine.

La mappa che ti fa arrivare pronto, senza corse inutili

La Maturità 2026 mette sul tavolo un messaggio semplice: la seconda prova è la firma dell’indirizzo, e le quattro discipline del colloquio sono il perimetro entro cui costruire un orale forte, credibile, completo. Se ti muovi ora, verificando la tua combinazione e organizzando lo studio per nuclei e collegamenti reali, il vantaggio non è solo nei voti: è nella serenità con cui arrivi alle prove, sapendo esattamente cosa può essere chiesto e come rispondere con sostanza.


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