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Quanto costa prendere la patente A avendo già la B?

Ottenere la patente A avendo già la B è più semplice: tutti i costi spiegati, dalle guide obbligatorie alle pratiche, per un percorso chiaro.
Quanto costa prendere la patente A avendo già la B? È una domanda che si sente sempre più spesso, nelle chiacchiere tra amici o nelle ricerche online di chi, già abituato alla guida dell’auto, sente il bisogno – o il desiderio – di salire su una moto. Non è solo una questione di passione per le due ruote: c’è chi lo fa per muoversi più velocemente in città, chi per lavoro e chi, semplicemente, perché sogna di partire un giorno per un viaggio lungo l’Italia su una moto potente.
Ma prima di arrivare a quel momento c’è un percorso da affrontare e soprattutto una cifra da mettere in conto. E qui le cose si complicano, perché i costi non sono sempre chiari, variano in base alla città, al metodo scelto, e persino al mezzo su cui si fa l’esame.
Un passaggio meno complesso grazie alla patente B
La prima notizia positiva è che chi ha già la patente B non deve sostenere nuovamente l’esame di teoria. Questo significa niente quiz da memorizzare e nessuna nuova prova scritta. È una differenza enorme, sia per i tempi che per il portafoglio, perché la preparazione teorica è spesso la parte più lunga e costosa di qualsiasi patente.
Non doverla rifare vuol dire saltare subito alla fase pratica: iscrizione in motorizzazione o autoscuola, foglio rosa, sei ore obbligatorie di guida, esame finale. Tutto qui, almeno sulla carta. Ma i costi di queste voci cambiano parecchio in base alla strada che si sceglie, se privatista o autoscuola.
Il percorso da privatista: autonomia e qualche grattacapo
Fare la patente A come privatista è la scelta di chi vuole risparmiare, ma non ha paura di affrontare burocrazia e incastri di appuntamenti. Si parte con la domanda in motorizzazione, il pagamento dei bollettini, la marca da bollo e la visita medica. La spesa iniziale si aggira attorno ai 150 euro.
Non è solo questione di soldi: è questione di tempo, di file, di scadenze. Poi ci sono le sei ore di guida obbligatorie con un istruttore certificato – perché sì, anche chi guida già l’auto da vent’anni deve fare queste ore. Costano circa 50 euro l’una, e la matematica è semplice: altri 300 euro che se ne vanno.
L’esame pratico, con la moto e l’istruttore presenti, costa all’incirca 100 euro. In totale, il percorso da privatista arriva quasi sempre sui 450-500 euro. Se si supera l’esame al primo tentativo e non serve rifare nulla, la spesa resta lì. Ma se l’esame va male, i costi salgono: altri diritti d’esame, altri mesi di attesa, talvolta anche un nuovo foglio rosa.
L’opzione autoscuola: paghi di più, pensi di meno
C’è chi non ha tempo – o voglia – di correre tra motorizzazione, medico e ufficio postale. Qui entra in scena l’autoscuola, che fa tutto per te.
Paghi una quota di iscrizione, in genere tra i 150 e i 180 euro, e loro gestiscono i documenti, i bollettini, la visita medica, il foglio rosa. Non solo: organizzano l’esame, ti danno la moto giusta e l’istruttore che ti segue fino al giorno della prova. Le sei ore di guida obbligatorie qui costano un po’ meno se prese a pacchetto, intorno ai 25-35 euro l’una.
L’esame finale, con moto e assistenza, ha un costo di circa 100-150 euro. Sommando tutto, si finisce facilmente tra i 600 e i 700 euro. È più caro, certo, ma non c’è bisogno di rincorrere scadenze e moduli, e per molti questa comodità vale la differenza di prezzo.
Le sei ore di guida: perché sono così importanti
Quelle sei ore obbligatorie non sono un dettaglio. Non puoi saltarle, nemmeno se guidi la moto del nonno in campagna da quando avevi dieci anni. Sono previste per legge e devono coprire diversi tipi di percorsi: città, extraurbano, autostrada. È un impegno che incide molto sul costo finale.
Ogni ora in più, per sentirsi più sicuri o perché l’istruttore lo suggerisce, aggiunge altre decine di euro alla spesa totale. Eppure sono anche il momento in cui impari davvero come affrontare la prova pratica, che non è banale: serve precisione, manovre lente, controllo del mezzo.
Documenti e visite: la parte meno visibile ma inevitabile
Dietro la patente c’è sempre la burocrazia. Moduli da compilare, bollettini da pagare, marca da bollo, e soprattutto la visita medica. Senza quella non si ottiene il foglio rosa. Alcuni medici privati chiedono 50 o 80 euro, a volte di più. Se il foglio rosa scade (vale un anno), bisogna rifare la visita e ripagare i bollettini.
L’autoscuola spesso ingloba queste spese nella quota iniziale, mentre il privatista deve occuparsi di tutto da solo. Non è complicato, ma va considerato perché ogni voce, anche piccola, alla fine si sente sul totale.
Ci sono scorciatoie? Solo per pochi
Una domanda spunta sempre: si può evitare l’esame di guida? La risposta è “sì, ma non per tutti”. Se possiedi già la patente A2 da almeno due anni, puoi ottenere la A senza fare l’esame pratico.
È una regola nuova, una sorta di “promozione” automatica. Ma per chi ha solo la B non c’è scappatoia: l’esame pratico si deve fare, con il percorso chiuso, le manovre e la prova su strada.
I costi non sono uguali per tutti
Quando si parla di prezzi, la cifra varia. Chi si muove da privatista di solito spende tra 450 e 500 euro. Chi sceglie l’autoscuola arriva a 600-700. Ma tra Nord e Sud, città e paesi, le tariffe cambiano.
Le lezioni in alcune zone costano 20 euro, in altre sfiorano i 40. Se fallisci l’esame, paghi di nuovo. Se il foglio rosa scade, rifai tutto. E se vuoi ore extra per sentirti più sicuro, le paghi. Ci sono anche differenze legate al mezzo: chi ha già una moto omologata per l’esame può risparmiare, chi non ce l’ha dipende dall’autoscuola.
Piccoli dettagli che cambiano l’esperienza
Non si tratta solo di soldi. Fare la patente da privatista richiede tempo, voglia di affrontare burocrazia e appuntamenti. In autoscuola si spende di più, ma si delega tutto.
Alcuni candidati scelgono di fare molte ore di guida per presentarsi all’esame senza timori, altri puntano al minimo per risparmiare. C’è chi si trova a dover rifare la prova più volte, chi supera tutto alla prima. Ogni percorso è diverso, ma tutti hanno in comune la stessa destinazione: il tesserino rosa che ti apre le porte delle moto senza limiti.
Il quadro finale sui costi
Alla fine, tirando le somme, chi ha già la patente B può mettere in conto una spesa abbastanza precisa: in media tra i 450 e i 500 euro se si sceglie la strada del privatista, e tra i 600 e i 700 euro se ci si affida a un’autoscuola.
La differenza sta soprattutto nel livello di assistenza: con la scuola guidi meno la burocrazia e più la moto, ma paghi di più.
Non ci sono costi nascosti particolari, a parte eventuali lezioni extra, rinnovi del foglio rosa o ripetizioni dell’esame se qualcosa va storto. Chi vuole la patente A avendo già la B deve sapere che l’investimento è chiaro, definito e difficilmente scenderà sotto i 400 euro, ma non salirà oltre i 700 se tutto procede senza intoppi. Una cifra netta, prevedibile, che permette di programmare il percorso senza brutte sorprese.
🔎 Contenuto Verificato ✔️
Questo articolo è stato redatto basandosi su informazioni provenienti da fonti ufficiali e affidabili, garantendone l’accuratezza e l’attualità. Fonti consultate: ACI, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Patente.it, Motorionline.

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