Cosa...?
Cosa cambia con il DDL Conti Correnti? Te lo spieghiamo qui

Nuove regole sui conti correnti: più trasparenza, portabilità facilitata, costi chiari e sicurezza rafforzata per tutti i clienti delle banche italiane.
È uno di quei temi che, magari, passa inosservato nel rumore quotidiano. Eppure, il nuovo disegno di legge sui conti correnti approvato in Consiglio dei Ministri sta per entrare nelle abitudini di tutti. Da chi usa il conto solo per l’accredito dello stipendio a chi si destreggia con investimenti, bollette e bonifici.
Una riforma pensata per cambiare le regole del gioco, con effetti che – piaccia o no – arriveranno su ogni estratto conto.
L’obiettivo: più trasparenza e libertà per il cliente
Il senso generale del ddl (disegno di legge), come si legge anche nella Relazione Illustrativa, è chiaro: “garantire la massima trasparenza nei rapporti tra banche e clientela”. In altre parole, basta con le commissioni nascoste o le sorprese in bolletta.
L’articolo 2, per esempio, impone alle banche di comunicare in modo chiaro tutte le condizioni economiche, con moduli standard facili da confrontare. Si parla di “informativa precontrattuale chiara e dettagliata”, che dovrà essere consegnata prima ancora di firmare qualsiasi contratto. Un passo avanti rispetto al passato, dove spesso il cliente scopriva i costi solo leggendo le “note in piccolo” sul fondo pagina.
Tempi certi e nessuna penale per chi chiude il conto
Chi ha provato a chiudere un conto lo sa bene: la procedura, a volte, sembra un percorso a ostacoli. Il ddl interviene anche su questo punto: l’articolo 4 stabilisce che la chiusura deve avvenire entro 12 giorni lavorativi dalla richiesta e senza costi aggiuntivi. Basta attese infinite o penali camuffate da spese di gestione.
In più, le banche dovranno specificare fin da subito le condizioni di chiusura, senza margini per interpretazioni ambigue. Un dettaglio non da poco, che dovrebbe ridurre le dispute tra clienti e istituti.
La portabilità: trasferire il conto senza stress e senza rischi
Un’altra novità molto concreta è l’introduzione del diritto alla portabilità gratuita, in linea con la direttiva europea PSD2. Chi vorrà cambiare banca potrà farlo senza costi e in modo automatizzato: tutte le domiciliazioni, accrediti e pagamenti ricorrenti saranno spostati dalla vecchia alla nuova banca senza interruzioni di servizio, come già avviene per il numero di telefono quando si cambia operatore.
È l’articolo 5 a definire le tempistiche: il trasferimento dovrà avvenire entro 12 giorni lavorativi, pena il pagamento di un indennizzo a favore del cliente se la banca ritarda. Un piccolo “scudo” per evitare abusi o ritardi ingiustificati.
Più chiarezza su commissioni e costi extra
Spesso il vero costo del conto corrente emerge solo col tempo, magari per una commissione applicata dopo un’operazione banale. Il ddl cerca di fare chiarezza anche su questo punto: l’articolo 3 impone alle banche di indicare con precisione tutte le voci di spesa, anche quelle legate ai servizi digitali o agli strumenti di pagamento alternativi (carte virtuali, bonifici istantanei, ecc.).
Ci sarà l’obbligo di fornire al cliente un prospetto informativo aggiornato almeno una volta all’anno, con il dettaglio di tutte le spese sostenute. E, in caso di dubbi o contestazioni, la banca dovrà rispondere entro tempi brevi, fissati dalla normativa.
Digitalizzazione obbligatoria ma accessibile
Non solo trasparenza: il ddl pone l’accento sulla digitalizzazione, ma senza lasciare indietro nessuno. Le banche saranno tenute a offrire strumenti digitali accessibili anche ai meno esperti, con assistenza dedicata e percorsi guidati.
L’articolo 6 lo sottolinea: tutti i servizi, dalle app all’home banking, dovranno essere “facilmente fruibili e sicuri”, soprattutto per le fasce più anziane della popolazione.
Per chi preferisce ancora lo sportello fisico, resta la possibilità di operare “in presenza”, senza costi aggiuntivi o penalizzazioni. Un equilibrio che, almeno sulla carta, punta a non lasciare nessuno indietro.
La sicurezza non è più un optional
Negli ultimi anni, i tentativi di frode e phishing sono aumentati a dismisura. Il ddl rafforza gli obblighi delle banche in termini di sicurezza informatica: sistemi di autenticazione rafforzata, alert in tempo reale su movimenti sospetti e procedure di rimborso più rapide in caso di truffa.
L’articolo 7 prevede sanzioni severe per gli istituti che non adottano misure adeguate o che ritardano nei rimborsi al cliente vittima di frodi online. Una tutela che oggi, purtroppo, non sempre è scontata.
Chi guadagna e chi rischia di perdere qualcosa
Naturalmente, ogni cambiamento porta con sé chi esulta e chi storce il naso. I consumatori sono i veri vincitori di questa riforma, almeno nelle intenzioni del legislatore. Più libertà di scelta, meno vincoli e soprattutto una trasparenza che dovrebbe ridurre i piccoli (e grandi) abusi.
Le banche, dal canto loro, temono costi maggiori per adeguarsi alle nuove regole e una crescente “mobilità” dei clienti, che potranno cambiare istituto con facilità. Ma anche per loro si aprono opportunità: più concorrenza significa spinta all’innovazione, servizi migliori e un rapporto più diretto e trasparente con i clienti.
Esempi reali: dalla famiglia all’impresa, cosa cambierà nella pratica
Pensiamo a chi ogni anno si ritrova costretto a cambiare banca per lavoro o per convenienza: con il ddl non ci saranno più moduli da compilare all’infinito né rischi di perdere accrediti o bollette. Tutto sarà automatico e garantito per legge.
O immaginiamo la piccola azienda che si vede addebitare una commissione inattesa: ora potrà pretendere spiegazioni precise e, in caso di mancata risposta, rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario con tempistiche più brevi e procedure meno complesse.
Per chi teme la digitalizzazione, l’articolo 6 rassicura: i servizi resteranno accessibili anche ai meno esperti, con assistenza e formazione dedicate.
Una legge che va capita (e sfruttata)
In sintesi, il ddl conti correnti punta a restituire fiducia nel rapporto tra cittadini e banche. Ma la partita vera si giocherà sull’applicazione pratica: solo clienti informati e banche attente potranno far sì che le promesse diventino realtà.
Per chi ha un conto corrente, ora più che mai, conviene leggere bene le condizioni, chiedere chiarimenti e non accettare mai “la prassi” senza capire a cosa si va incontro.
Il cambiamento è già in atto: più trasparenza, meno costi nascosti e la possibilità di cambiare davvero, senza penalità e senza sorprese.
Per una volta, la legge sembra pensata per chi la banca la vive ogni giorno. Starà a noi farla funzionare.
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Questo articolo è stato redatto basandosi su informazioni provenienti da fonti ufficiali e affidabili, garantendone l’accuratezza e l’attualità. Fonti consultate: Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, Money.it, Altroconsumo.

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