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Con uno stipendio di 1200 euro quanto devo di mantenimento?

Con uno stipendio di 1200 euro il mantenimento diventa una sfida: ecco come calcolarlo, che considerano i giudici e come restare a galla.
Quando una relazione finisce, oltre alle emozioni e alle difficoltà personali, resta una questione molto concreta: quanto devo di mantenimento? Per chi guadagna 1200 euro al mese, questa domanda diventa ancora più pressante, perché ogni cifra pesa sul bilancio familiare. Non si tratta solo di una formula matematica, ma di un equilibrio tra diritto e realtà: i giudici devono garantire ai figli (o, in certi casi, all’ex coniuge) una vita dignitosa, senza però ridurre chi paga a una condizione di indigenza. In Italia ci sono migliaia di casi simili: secondo i dati ISTAT, oltre il 60% delle separazioni coinvolge coppie con redditi medio-bassi, e spesso lo stipendio di chi versa il mantenimento è intorno ai 1000-1500 euro.
Il punto di partenza è capire che non esiste una cifra “standard” che valga per tutti. Ma ci sono orientamenti, percentuali, linee guida dei tribunali che permettono di avere un’idea. Chi guadagna 1200 euro non sarà trattato come chi guadagna 4000, ma dovrà comunque contribuire, perché la legge italiana mette i figli sempre al centro.
Come viene calcolato il mantenimento: non è solo matematica
Molti credono che il mantenimento si calcoli con una semplice percentuale sullo stipendio: “prendi il 30% e dai via la cifra”. Ma la realtà è molto più sfumata. Il Codice Civile, all’articolo 337-ter, stabilisce che il contributo per i figli deve essere “proporzionato ai redditi di ciascun genitore” e deve tener conto “delle esigenze del minore, del tenore di vita avuto durante la convivenza, dei tempi di permanenza presso ciascun genitore e della capacità reddituale complessiva”.
In pratica, non basta dire “guadagno 1200 euro, quindi verso 300 euro”. Il giudice considera quanto guadagna l’altro genitore, quali sono le spese dei figli (dalla scuola alle cure mediche, fino agli sport o alle attività extrascolastiche) e anche se ci sono altre fonti di reddito, patrimoni, case di proprietà. Le prassi dei tribunali parlano di una forbice che di solito oscilla tra il 20% e il 30% del reddito netto. Con 1200 euro significa che l’assegno di mantenimento potrebbe andare dai 240 ai 360 euro al mese, ma non è una cifra fissa: è un punto di partenza, che può salire o scendere in base alle circostanze.
Con uno stipendio di 1200 euro: cosa “vede” davvero il giudice?
Un giudice, davanti a una separazione, non guarda solo la busta paga. Analizza il contesto familiare. Se con 1200 euro paghi già un affitto di 600 euro, se hai un mutuo sulle spalle, se stai sostenendo cure mediche costose, tutto questo pesa nella valutazione. La Cassazione, con diverse sentenze negli ultimi anni, ha chiarito che l’assegno non può ridurre chi paga “a un tenore di vita non dignitoso”, perché non si può pretendere l’impossibile.
Tuttavia c’è un principio che non cambia: la priorità ai figli. Significa che, anche con un reddito basso, non si può smettere di contribuire. Il giudice può ridurre l’importo, ma raramente lo azzera, a meno che l’altro genitore non abbia redditi molto più alti e sia in grado di coprire tutto. Nei casi estremi, l’assegno può scendere sotto i 200 euro, ma è una decisione eccezionale.
E se c’è anche l’assegno per l’ex partner?
Un capitolo a parte riguarda il mantenimento per l’ex coniuge. Prima del 2017, i giudici consideravano il “tenore di vita matrimoniale” come parametro principale. Ma dopo la storica sentenza “Grilli” della Cassazione, le cose sono cambiate: ora si valuta l’autonomia economica di chi chiede l’assegno.
Con 1200 euro di stipendio, è rarissimo che venga imposto un mantenimento anche all’ex partner. I tribunali tendono a escluderlo quasi sempre, perché è evidente che una persona con un reddito così basso non può mantenere due nuclei familiari. Solo in casi eccezionali – per esempio, se l’altro coniuge è malato, non può lavorare e non ha alcun reddito – potrebbe essere stabilito un piccolo contributo.
Mantenimento per un figlio: qualche cifra concreta
Per capire meglio, basta guardare le tabelle orientative usate da tribunali come quello di Milano o Roma. Per un genitore che guadagna intorno ai 1200 euro, il contributo per un figlio si colloca quasi sempre tra i 200 e i 300 euro. Se i figli sono due, non si raddoppia semplicemente la cifra: i giudici considerano che alcune spese sono condivise (la casa, le utenze), quindi la somma totale può essere, ad esempio, di 400-500 euro, non 600.
Se poi l’altro genitore ha un reddito molto basso o è disoccupato, la cifra può salire, perché l’obbligo di mantenimento deve comunque garantire le necessità dei figli.
Spese straordinarie: un capitolo a parte
Un errore comune è pensare che l’assegno di mantenimento “copra tutto”. In realtà, copre solo le spese quotidiane: cibo, vestiti, piccole spese scolastiche. Tutto ciò che è straordinario – dentista, libri, gite, sport, corsi – deve essere pagato a parte, e di solito al 50% tra i genitori.
Questo significa che, anche se versi 250 euro al mese, potresti dover aggiungere altri soldi ogni volta che arriva una spesa importante. Non è un capriccio della legge: è un modo per evitare che i figli debbano rinunciare a cure o attività per motivi economici.
Cosa fare se 1200 euro non bastano davvero?
Chi vive con 1200 euro lo sa: ogni euro conta. A volte il mantenimento sembra insostenibile, e la tentazione di smettere di pagare può farsi forte. Ma smettere di pagare è un errore gravissimo: si rischiano denunce per inadempimento, pignoramenti e, nei casi peggiori, persino conseguenze penali.
Esistono però delle strade per alleggerire la pressione. Si può chiedere una revisione dell’assegno se la situazione cambia: ad esempio, se si perde il lavoro, se ci si ammala, o se l’altro genitore trova un impiego. Bisogna però dimostrare tutto con documenti: buste paga, certificati, ricevute. Un altro consiglio è parlare con l’altro genitore: a volte un accordo privato, magari formalizzato in tribunale, evita conflitti e permette di fissare cifre più sostenibili.
Non solo numeri: il lato umano del mantenimento
Dietro le cifre, ci sono persone. Per chi guadagna poco, versare 250 o 300 euro può sembrare un macigno. Ma per un figlio, sapere che mamma o papà contribuiscono alla sua vita quotidiana è un segnale di amore e responsabilità. Il mantenimento non è solo un obbligo legale, è un impegno morale.
I giudici, consapevoli delle difficoltà, cercano un equilibrio: un importo che non rovini chi paga ma che garantisca il necessario a chi riceve. È una linea sottile, e non sempre perfetta, ma è l’unica via per tenere insieme diritto, giustizia e umanità.
L’equilibrio che serve davvero
Alla fine, la domanda “quanto devo di mantenimento con 1200 euro?” non ha una risposta unica, ma una certezza: serve equilibrio. Equilibrio tra quello che puoi dare e quello che serve ai figli, tra sacrificio e dignità. Forse la cifra non sarà mai “leggera”, ma sapere come si calcola, conoscere i tuoi diritti e sapere che puoi chiedere modifiche se la situazione cambia, fa tutta la differenza.
Perché alla fine, più della cifra scritta su un bonifico, conta il messaggio: i figli devono sapere che, anche con 1200 euro al mese, possono contare su di te.
🔎 Contenuto Verificato ✔️
Questo articolo è stato redatto basandosi su informazioni provenienti da fonti ufficiali e affidabili, garantendone l’accuratezza e l’attualità. Fonti consultate: Altalex, Brocardi, ISTAT, La Legge per Tutti.

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