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Quanto costa fare il passaporto? Le tariffe oggi in Italia

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quanto costa fare il passaporto

Oggi, in Italia, il documento costa 116 euro. È la somma di 73,50 euro di contributo amministrativo (il contrassegno telematico che si acquista in tabaccheria) e 42,50 euro per il libretto del passaporto. L’esborso è una tantum: non esistono canoni o bolli annuali da rinnovare nel tempo. A questa cifra si sommano solo servizi opzionali, come la richiesta negli uffici postali (un corrispettivo di 14,20 euro per la lavorazione allo sportello) e l’eventuale consegna a domicilio del libretto, che costa 9,88 euro e si paga al momento della consegna. Le fototessere e gli spostamenti per l’appuntamento restano voci a parte, variabili da città a città.

La regola vale anche per i minorenni: le due voci amministrative sono identiche, mentre cambia la durata del documento. Fino ai 3 anni la validità è triennale, dai 3 ai 18 è quinquennale, per i maggiorenni è decennale. Non esiste un “rinnovo” in senso tecnico: alla scadenza, o se il libretto si riempie o si smarrisce, si richiede un nuovo passaporto ripetendo i pagamenti previsti. Se si deve partire entro 30 giorni ed esistono motivi documentabili (lavoro, studio, salute o anche turismo con biglietti acquistati), le questure mettono a disposizione un’agenda prioritaria senza sovrapprezzi: conta la prova dell’urgenza, non il portafogli.

Le voci che compongono davvero la spesa

Il cuore del conto è trasparente e, soprattutto, uguale per tutti. Il contributo amministrativo da 73,50 euro si compra come contrassegno telematico in una rivendita di valori bollati: è la voce che molti chiamano ancora “marca”, ma oggi è un tagliando digitale a tutti gli effetti, con codice e data. Conviene acquistarlo a ridosso dell’appuntamento per non rischiare di perderlo o rovinarlo; a sportello va presentato in originale. I 42,50 euro per il libretto elettronico si pagano tramite bollettino postale sul c/c n. 67422808 intestato al Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro, con causale esplicita dedicata al rilascio del passaporto elettronico; gli sportelli postali mettono a disposizione moduli precompilati, comodi per evitare sviste su intestazione e causale. Il totale delle due voci fisse è il famigerato 116 euro: spesa che non cambia se si è alla prima emissione o se si richiede il documento dopo la scadenza.

Tutto il resto ruota attorno alle scelte. Chi presenta la domanda in uno degli uffici postali abilitati paga un corrispettivo di 14,20 euro per la lavorazione della pratica: è la via di mezzo pensata per alleggerire le code in questura e portare il servizio sotto casa, soprattutto nei comuni più piccoli. La consegna a domicilio del libretto, opzione molto gettonata da chi vive lontano dagli uffici o ha orari complicati, costa 9,88 euro e prevede la posta assicurata: si paga direttamente al portalettere che recapita il plico. Sono due servizi aggiuntivi, facoltativi: i 116 euro non cambiano mai.

Dove pagare, come prenotare, cosa portare

La macchina operativa si avvia online. Con SPID o CIE si accede all’Agenda Passaporti, si sceglie la questura o il commissariato di riferimento, si selezionano data e ora, si stampa la ricevuta. Il sistema è gratuito e centralizzato, progettato per evitare code e sportelli affollati. È buona pratica controllare con regolarità: slot che sembrano lontani si liberano spesso per rinunce e riorganizzazioni interne, e non di rado compaiono disponibilità a ridosso della data.

La documentazione è semplice, ma va curata. Servono due fototessere identiche, recenti, conformi allo standard ICAO (inquadratura frontale, fondo chiaro, niente occhiali scuri o copricapi; per i bambini la regola è “volto ben visibile, espressione neutra”). Serve un documento di identità valido; per chi ha già un passaporto scaduto o da sostituire per esaurimento pagine, è utile portarlo allo sportello insieme a eventuale denuncia in caso di smarrimento o furto. I pagamenti non si improvvisano: il bollettino da 42,50 euro va versato a nome del richiedente, anche se minorenne; il contrassegno da 73,50 euro va acquistato con la dicitura corretta. Aggiungere in cartellina una fotocopia delle ricevute, pur non sempre richiesta, aiuta in caso di controlli o disguidi.

La via postale è alternativa all’appuntamento in questura. Negli uffici postali abilitati si effettua l’identificazione, si raccolgono le impronte digitali, si verifica la documentazione e si inoltra la pratica agli uffici di Polizia competenti. Il cittadino paga sul posto i 116 euro complessivi delle due voci fisse più il corrispettivo di 14,20 euro per la lavorazione di sportello. Al momento della richiesta si può scegliere se ritirare il libretto o attivare l’invio a casa con la posta assicurata da 9,88 euro: importo che, per regolamento, si salda al momento della consegna. Anche qui, organizzare i pagamenti prima alleggerisce la pratica e riduce i tempi allo sportello.

Tempi e urgenze: cosa cambia quando si deve partire entro 30 giorni

Negli ultimi due anni la domanda è cresciuta e molte questure hanno predisposto una corsia prioritaria per chi deve partire entro 30 giorni. Funziona così: in fase di prenotazione si seleziona l’agenda prioritaria, si stampa il promemoria e il giorno dell’appuntamento si porta la documentazione che prova l’urgenza. Lo scenario più lineare è il viaggio già prenotato e saldato; però le amministrazioni valutano anche lettere del datore di lavoro (trasferte, missioni all’estero), certificazioni mediche per cure fuori dal Paese o convocazioni ufficiali dell’università. Ogni questura chiarisce sul proprio sito quali pezze d’appoggio preferisce e in che formato; in comune resta il principio cardine: senza prova concreta l’urgenza non sussiste.

Sul fronte economico non ci sono sorprese: nessun sovrapprezzo per l’urgenza. L’importo del passaporto resta quello standard, 116 euro, al massimo con gli extra facoltativi già visti. Il vero rischio, piuttosto, è di tipo logistico: presentarsi con foto non conformi, pagamenti intestati male o un contrassegno errato significa mandare in fumo l’appuntamento, con ricadute su voli e prenotazioni. Il consiglio operativo, se l’orologio corre, è preparare un fascicolo con tutto l’occorrente e fare una verifica incrociata la sera prima, includendo fotocopie dei documenti, numeri di pratica, ricevute, indirizzo preciso per l’eventuale consegna a domicilio.

Uno sguardo ai tempi. Non esiste un termine unico valido per tutta Italia: dipende dal carico delle sedi, dai picchi stagionali, dagli arretrati e dalla qualità della documentazione presentata. In molte città la finestra tra appuntamento e consegna del libretto è ormai ragionevole; dove i calendari sono pieni, la soluzione postale e le aperture straordinarie (serali o nel fine settimana) aiutano a rientrare nei piani di viaggio. In ogni caso, comprare biglietti non rimborsabili quando si è ancora in attesa dell’appuntamento è un azzardo che può costare caro: meglio prenotare il volo quando si ha almeno la data di presentazione confermata.

Minori e famiglie: stessi costi, durate diverse, firme necessarie

Sotto il profilo economico non cambia nulla: 73,50 + 42,50, anche per i bambini. Cambia, invece, la validità del documento. Tre anni dalla data di rilascio per i piccoli sotto i 3 anni, cinque anni tra i 3 e i 18, dieci anni per i maggiorenni. La scelta normativa non è casuale: foto e fisionomia dei minori cambiano in fretta, serviranno quindi documenti più aggiornati per i controlli alle frontiere. Da tempo non è più possibile “inserire” i figli nel passaporto del genitore: ogni minore deve avere il proprio libretto individuale.

Sul piano pratico serve l’assenso di entrambi i genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale. Se uno dei due non può presentarsi, esistono moduli di assenso con firma autenticata; nei casi di disaccordo interviene il giudice tutelare. Vale la pena sottolinearlo: un passaporto per minore senza le firme giuste resta bloccato. Per evitare andate e ritorni allo sportello, è utile predisporre in anticipo il modulo d’assenso, la copia dei documenti di entrambi i genitori e, se necessario, la documentazione che attesta la situazione familiare (affidamento, provvedimenti del tribunale). Anche qui nessun supplemento “famiglia”: la cifra 116 euro è quello che si paga, punto.

Un inciso operativo fa risparmiare tempo e nervi. Le foto dei bambini sono la criticità più frequente: niente cappellini o giocattoli in mano, sguardo verso l’obiettivo, occhi ben visibili, bocca chiusa. Chi fotografa neonati sa come posizionarli perché la testa sia dritta, senza mani dei genitori in campo. Una foto sbagliata o troppo vecchia equivale a una pratica respinta: vuol dire ripartire dall’inizio, con tutto ciò che ne consegue.

Se vivi all’estero o vuoi riceverlo a casa

Chi risiede o si trova all’estero si rivolge ad ambasciate e consolati. La struttura del prezzo resta la stessa: contributo amministrativo e libretto, per un totale di riferimento pari a 116 euro. Cambiano la valuta e gli arrotondamenti, perché gli importi sono incassati nella moneta locale e adeguati periodicamente ai tassi di cambio. Il risultato è che il totale non coincide al centesimo con la cifra italiana, ma l’ordine di grandezza rimane quello. I tempi possono variare da sede a sede, in base alle spedizioni diplomatiche e ai carichi interni; le sedi comunicano online finestre, turnazioni e urgenze gestite su appuntamenti dedicati.

In Italia, invece, sempre più cittadini scelgono la consegna a domicilio. Per 9,88 euro, il libretto arriva con Posta Assicurata all’indirizzo indicato, tracciato e coperto da indennizzo in caso di problemi nella consegna. Il pagamento si effettua alla consegna, in contanti all’operatore postale. Non è un servizio obbligatorio né una scorciatoia “premium”: è una comodità che ha senso soprattutto quando l’ufficio di ritiro è lontano o quando gli orari di sportello non si incastrano con lavoro e famiglia. Vale la pena inserirla nel proprio conto totale, perché spesso evita una seconda uscita, carburante, parcheggi e permessi di lavoro.

Un altro canale che ha preso piede è la presentazione della domanda in Posta. Qui il quadro economico è chiaro: ai 116 euro si aggiungono 14,20 euro per la lavorazione di sportello. In cambio, l’operatore raccoglie i dati biometrici e inoltra la pratica alla Polizia di Stato. Non è una corsia a pagamento: lo stato della pratica segue le stesse regole e gli stessi tempi, ma per molti significa risparmiare spostamenti e trovare appuntamenti più ravvicinati. Prima di scegliere, controllare se l’ufficio postale vicino a casa è abilitato e con che calendario di disponibilità lavora.

Consigli pratici per evitare sorprese e spese inutili

L’errore che costa più caro è la fretta disordinata. Chi pianifica con qualche mese di anticipo non solo trova slot migliori, ma gestisce con calma dettagli che, all’ultimo, fanno inciampare. Le fototessere sono un classico: meglio farle da chi garantisce lo standard ICAO e, se si viaggia in famiglia, scattarle per tutti nello stesso momento, così da avere uniformità nelle immagini. Il bollettino da 42,50 euro deve riportare il nome del richiedente; basta un intestatario sbagliato per drenare tempo allo sportello. Il contrassegno da 73,50 euro non è “uno qualsiasi”: in tabaccheria va chiesto quello per passaporto, controllando che l’importo e la dicitura siano corretti.

La prenotazione è un altro terreno dove si può giocare d’anticipo. Entrare spesso nell’Agenda Passaporti paga: molte questure liberano posti in corsa, e a chi aggiorna la pagina al momento giusto capita di trovare appuntamenti a pochi giorni. Se il viaggio è vicino, la corsia prioritaria richiede prove solide: biglietti, lettere del datore di lavoro, certificazioni mediche, convocazioni universitarie. Non esistono sovrattasse che comprano il fast track: è un filtro per chi ha esigenze reali e immediatamente verificabili. Diffidare di chi offre “scorciatoie” a pagamento o appuntamenti miracolosi tramite canali non ufficiali: oltre a far spendere, espone a rischi e a brutte sorprese.

Una voce spesso sottovalutata è il costo del tempo. Tra lavoro, commissioni e spostamenti, la scelta della consegna a domicilio da 9,88 euro può essere, paradossalmente, quella più economica. Lo stesso vale per la richiesta in Posta con il corrispettivo di 14,20 euro: se evita due viaggi in questura, parcheggi e permessi, alla fine conviene. Ragionare per costi complessivi, non per singole voci, aiuta a non farsi ingannare da risparmi apparenti. E se il libretto si riempie prima della scadenza, o si smarrisce, il percorso è identico a quello di una prima emissione: si rifanno documenti e pagamenti, senza strade alternative “economiche” o colpi di spugna.

Un’ultima raccomandazione pratica: per destinazioni extra UE molte compagnie aeree e Paesi chiedono mesi di validità residua sul passaporto. A prescindere dai costi, vale la pena verificare i requisiti prima di prenotare, così da evitare rincorse dell’ultimo minuto. Un controllo incrociato su validità residua, visto (se richiesto) e assicurazione viaggio tiene insieme budget e calendario. Il passaporto è un documento che si paga una volta, dura anni e apre porte: trattarlo come un bene di lungo periodo, e non come una scartoffia da sistemare all’ultimo, è il modo più semplice per spendere il giusto e viaggiare sereni.

La cifra è semplice, il resto è organizzazione

Il messaggio, alla fine, è lineare: 116 euro per il documento, uguali per tutti e senza tasse annuali. Attorno, solo scelte di comodità ben definite: 14,20 euro se si presenta la domanda in Posta, 9,88 euro se si chiede la consegna a casa. Per i minori il prezzo è identico, cambiano solo i tempi di validità. Per chi è all’estero, la struttura non cambia ma la valuta sì. Tutto ruota intorno a un’idea semplice: una spesa una tantum che vale per anni, contro la quale la vera variabile è come ci si organizza.

Preparare pagamenti e foto corretti, prenotare per tempo, usare in modo intelligente agenda prioritaria e servizi di recapito significa trasformare una pratica spesso temuta in una procedura prevedibile, con un prezzo che si può stimare al centesimo già dal primo giorno. Con questa logica, il prezzo del passaporto smette di essere un’incognita e diventa una voce chiara del budget di viaggio: due importi obbligatori, nessun balzello ricorrente, qualche extra se conviene davvero.


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Questo articolo è stato redatto basandosi su informazioni provenienti da fonti ufficiali e affidabili, garantendone l’accuratezza e l’attualità. Fonti consultate: Ministero degli EsteriPoste ItalianeSIULPIstituto Poligrafico e Zecca dello StatoComune di SegrateComune di Trino.

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