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Qual è il cocktail più venduto al mondo? La risposta sorprende!

Nel cuore della mixology globale, emerge un cocktail italiano immancabile nei bar di tutto il mondo: il gusto, i numeri e le tendenze attuali.
Nella cultura contemporanea del bere miscelato, un cocktail non è solo una bevanda. È un gesto sociale, un segnale di stile, a volte persino un’affermazione culturale. Nel panorama globale della mixology, dominato da tradizioni storiche, innovazioni tecniche e tendenze dettate anche dai social, ogni anno emergono – o si confermano – i drink più amati e richiesti nei migliori bar del mondo.
Il report 2025 di Drinks International, una delle fonti più autorevoli del settore, ha intervistato oltre 100 locali tra i più influenti su scala internazionale. Il risultato? I gusti del pubblico premiano la semplicità, la forza identitaria e il valore della tradizione, con poche variazioni rispetto agli anni precedenti. E nel cuore di questa classifica resta ben saldo un cocktail italiano, che non è solo buono, ma simbolico.
Il Negroni domina la classifica mondiale dei cocktail più ordinati
Nato a Firenze poco più di un secolo fa, il Negroni si è trasformato da invenzione locale a classico planetario. Un mix di gin, vermouth rosso e bitter (generalmente Campari), preparato in proporzioni uguali, servito on the rocks e guarnito con una fetta d’arancia: questo è tutto. Ma questo è anche ciò che lo rende unico.
Nel 2025, il Negroni è stato il cocktail più venduto e ordinato al mondo per il quarto anno di fila, posizionandosi stabilmente al primo posto nella classifica globale di Drinks International. Il 26% dei bar intervistati lo colloca come primo assoluto, mentre oltre il 53% lo include tra i tre più richiesti. Si tratta di dati che non lasciano spazio a dubbi: il Negroni è un’icona liquida senza rivali, capace di imporsi anche in mercati molto diversi tra loro.
Cosa rende il Negroni così irresistibile
Il successo del Negroni non nasce da un effetto moda, ma da caratteristiche precise. È semplice da preparare, il che lo rende affidabile in qualsiasi parte del mondo. Ha un profilo aromatico amaro, profondo, elegante, che si distacca dal gusto zuccherino di molti cocktail commerciali. Ma è anche esteticamente perfetto: rosso rubino, servito in un bicchiere basso, è un piacere per gli occhi prima ancora che per il palato.
Inoltre, grazie alla sua composizione, si presta a infinite varianti. Il Negroni Sbagliato, ad esempio, sostituisce il gin con lo spumante, rendendolo più leggero e frizzante. E negli ultimi anni sono nate anche versioni affumicate, tropicali, barrel-aged. Ma la versione classica resta la più amata. Forse perché è autentica, bilanciata, profondamente italiana.
Dati e statistiche 2025
Secondo il Cocktail Trends Report aggiornato a marzo 2025, condotto da The World’s 50 Best Bars, l’81% dei barman professionisti considera il Negroni come uno dei tre cocktail fondamentali da saper preparare a memoria.
La sua presenza sui menu è praticamente universale nei locali di fascia alta. Anche nei mercati extra-europei, come gli Stati Uniti e l’Asia, è stabilmente tra le prime cinque scelte dei clienti abituali.
Gli altri grandi classici nella top ten globale
Se il Negroni guida con sicurezza la classifica, ci sono altri cocktail che resistono al tempo e alle mode, continuando ad avere un peso specifico nelle abitudini di consumo globali.
Old Fashioned: eleganza senza tempo
Subito dopo il Negroni, si posiziona l’Old Fashioned, icona americana a base di bourbon, zucchero, bitter e un tocco d’acqua. Fino a pochi anni fa era stabilmente il numero uno, ma oggi si alterna con il cocktail italiano nel gradimento dei migliori bar.
La sua struttura essenziale e il forte legame con la cultura whiskey lo rendono un punto fermo per un pubblico più maturo, consapevole, spesso maschile. È il cocktail delle serie TV, dei film noir, delle mani che stringono il bicchiere lentamente. Ma anche della sobrietà formale, del ritorno alla semplicità.
Margarita: la freschezza che viene dal Messico
In terza posizione resiste il Margarita, cocktail simbolo del Messico a base di tequila, lime e triple sec. È fresco, diretto, fortemente legato alla bella stagione e perfetto per serate informali. Secondo una ricerca Nielsen 2024, il Margarita è il cocktail più ordinato negli Stati Uniti tra i consumatori under 35, complice anche il boom di tequila e mezcal negli ultimi anni.
Anche il Margarita, come il Negroni, ha decine di variazioni locali. Ma la versione “classica” – servita con bordo salato – è quella che resta saldamente nel cuore di milioni di persone.
Tendenze attuali e cocktail in crescita
Daiquiri ed Espresso Martini: due stili, stesso fascino
Il Daiquiri, composto da rum bianco, succo di lime e zucchero, è uno dei cocktail sour più puliti e bilanciati. È il preferito di molti bartender professionisti, anche se meno richiesto dal grande pubblico. Rimane nella top ten grazie al suo valore tecnico e al ritorno d’interesse per i rum artigianali.
L’Espresso Martini, invece, è in fortissima ascesa. Piace ai più giovani, spopola su Instagram e TikTok, ed è il perfetto ibrido tra drink e dessert. Secondo il report 2025 di CGA Strategy, negli ultimi dodici mesi ha visto una crescita del 24% nelle ordinazioni nei locali europei.
Spritz e Hugo: l’aperitivo si reinventa
L’Aperol Spritz è un grande classico dell’aperitivo italiano. Sebbene venga spesso snobbato dai mixologist, continua ad avere una diffusione enorme, soprattutto nel turismo e nei locali mainstream. Negli ultimi due anni, però, è il Hugo Spritz ad aver guadagnato popolarità. Nato in Alto Adige, questo cocktail leggero e floreale a base di prosecco, sciroppo di sambuco e menta è diventato virale grazie alla sua estetica fresca e al profilo aromatico accessibile.
Secondo i dati di Google Trends Italia, il volume di ricerca per “Hugo Spritz” è cresciuto del 52% tra il 2023 e il 2025, superando per la prima volta l’Aperol Spritz nei mesi estivi.
Le nuove tendenze nei consumi: meno alcol, più esperienza
Il boom dei low-alcohol e no-alcohol cocktail
Negli ultimi due anni si è consolidata una tendenza forte e trasversale: bere meno, ma bere meglio. Sempre più persone cercano cocktail a basso tenore alcolico o completamente analcolici, senza rinunciare al gusto. Questo ha dato impulso a una nuova categoria di miscelazione, basata su ingredienti alternativi, fermentazioni leggere, infusioni naturali.
Marchi come Seedlip o Lyre’s hanno aperto la strada, ma ormai anche molti locali italiani propongono “signature cocktail” analcolici studiati con la stessa cura dei drink classici.
Estetica, storytelling e condivisione social
Oggi non basta più che un cocktail sia buono. Deve essere anche bello da vedere, fotografabile, raccontabile. Il racconto che si fa intorno a un drink – da dove arrivano gli ingredienti, chi lo ha ideato, come si abbina a una certa atmosfera – è parte integrante dell’esperienza. Questo spiega anche il successo dei cocktail serviti in modo creativo o in bicchieri personalizzati.
Il drink diventa, a tutti gli effetti, un contenuto da condividere, un’estensione della propria identità nei momenti sociali.
Il significato del successo del Negroni
Il trionfo del Negroni nelle classifiche mondiali non è solo un orgoglio italiano, ma anche un segnale culturale. Mentre molti cocktail si evolvono per adattarsi alle nuove tendenze, il Negroni resiste identico a sé stesso, forte della sua semplicità, della sua forza visiva, e del fatto che in un solo sorso riesce a raccontare una storia lunga oltre un secolo.
In un mondo in cui i gusti cambiano alla velocità dei trend su TikTok, il Negroni dimostra che c’è ancora spazio per la coerenza, l’identità e l’essenzialità.
E forse, proprio per questo, è oggi il cocktail più venduto al mondo.
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Questo articolo è stato redatto basandosi su informazioni provenienti da fonti ufficiali e affidabili, garantendone l’accuratezza e l’attualità. Fonti consultate: La Repubblica – il Gusto, Wikipedia Italia, WineNews.

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