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Qual’è il miglior oncologo Pascale Napoli? I nomi da conoscere

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due oncologi del pascale di napoli sorridono

Il Pascale di Napoli come non l’hai mai visto: i reparti d’eccellenza e i referenti oncologici più efficaci spiegati con chiarezza e umanità.

Al Pascale di Napoli la scelta giusta non è “il migliore” in assoluto, ma lo specialista più adatto alla singola patologia, dentro un percorso clinico ben rodato. Per orientarsi senza perdere tempo: melanoma e immunoterapia con Paolo A. Ascierto, senologia con Michelino De Laurentiis, polmone con Alessandro Morabito, uro-ginecologia con Sandro Pignata (in sinergia con Sisto Perdonà per l’urologia chirurgica e Stefano Greggi per la chirurgia ginecologica), oncologia dell’addome con Antonio Avallone, chirurgia colon-retto con Paolo Delrio, chirurgia epato-biliare con Francesco Izzo, radioterapia con Paolo Muto, medicina nucleare con Secondo Lastoria. È questo l’asse portante dei reparti e dei nomi da conoscere per prenotare la prima valutazione nel punto giusto.

Tradotto in pratica: chi vuole il miglior oncologo al Pascale di Napoli dovrebbe partire dal reparto verticale relativo alla diagnosi (melanoma, seno, torace, uro-ginecologia, apparato digerente) e farsi inquadrare dal team multidisciplinare. Il Pascale è un IRCCS a forte vocazione clinico-scientifica: significa accesso a protocolli aggiornati, tumor board regolari, piani terapeutici personalizzati e un lavoro di squadra che conta più del singolo nome. Arrivare con referti recenti, terapie in corso, contatti del curante permette di attivare rapidamente il percorso.

Nomi e reparti di riferimento al Pascale

Il Pascale è organizzato per unità di patologia e servizi trasversali. Nell’area cute-melanoma e immunologia oncologica la regia clinica è affidata a Paolo A. Ascierto, tra i profili più riconosciuti nella cura del melanoma e nell’uso dell’immunoterapia e delle combinazioni innovative. La struttura lavora con un modello integrato che mette insieme ambulatori, Day Hospital e degenza, con accesso a farmaci target, terapie basate su biomarcatori e trial quando appropriati. La chirurgia dedicata al melanoma gestisce mappaggi linfonodali e dissezioni mirate, coordinandosi con oncologi e radioterapisti per ridurre tempi morti e duplicazioni.

La Breast Unit è il cuore del percorso senologico. A guidarla sul versante medico è Michelino De Laurentiis, in stretta sinergia con la Chirurgia Senologica e con i colleghi di Radioterapia e Medicina Nucleare per inquadramento, trattamento e follow-up. Significa riunioni collegiali, valutazione condivisa dei casi, scelta tra chirurgia conservativa o demolitiva con ricostruzione immediata quando possibile, e accesso a farmaci target e immunoterapie in base al profilo della malattia. La presa in carico non si ferma alla terapia: gestione degli effetti avversi, riabilitazione, prevenzione del linfedema, supporto psicologico e consulenza sulla fertilità sono parte integrante del percorso.

Per i tumori toraco-polmonari il riferimento medico è Alessandro Morabito, che coordina diagnosi e terapie su tutto l’arco della malattia: stadi iniziali candidabili a chirurgia con strategie neoadiuvanti/adiuvanti, fino alle forme avanzate trattate con inibitori a bersaglio molecolare (EGFR, ALK, ROS1, MET, RET, KRAS G12C) e immunoterapie. Il dialogo con la Chirurgia Toracica e la Radioterapia consente percorsi rapidi e pianificati, con rivalutazioni regolari in GOM per aggiornare le scelte terapeutiche.

Nell’area uro-ginecologica il Pascale ha costruito un asse solido: Sandro Pignata per l’oncologia medica di ovaio, endometrio, cervice e tumori uroteliali; Sisto Perdonà per l’Urologia Oncologica (rene, prostata, vescica, vie escretrici) con chirurgia ricostruttiva e funzionale; Stefano Greggi per la Ginecologia Oncologica, con particolare esperienza nella citoriduzione e nelle procedure mininvasive. I casi vengono discussi in modo collegiale, pesando non solo le linee guida ma anche età biologica, comorbidità e preferenze della persona, inclusi programmi di fertility preservation quando rilevanti.

Sul fronte addominale, l’oncologia medica è coordinata da Antonio Avallone con percorsi dedicati per colon-retto, stomaco, pancreas e fegato. La Chirurgia Colon-Retto diretta da Paolo Delrio affronta dalle resezioni standard agli approcci multimodali per le malattie localmente avanzate, incluse strategie di downstaging e, nei casi selezionati, trattamenti per carcinosi peritoneale. La Chirurgia Epato-Biliare guidata da Francesco Izzo è impegnata in resezioni maggiori, gestione delle recidive e integrazione con terapie sistemiche e loco-regionali. L’obiettivo rimane quello di bilanciare radicalità oncologica, preservazione d’organo e qualità di vita.

A supporto di ogni percorso ci sono i servizi trasversali. La Radioterapia con Paolo Muto impiega pianificazioni avanzate e tecniche di precisione, con possibilità di ipofrazionamento quando indicato; la Medicina Nucleare con Secondo Lastoria svolge un doppio ruolo di diagnostica (PET/TC, traccianti specifici) e terapia radiometabolica (tiroide, metastasi ossee, radioligandi come PSMA nei candidati idonei). Radiodiagnostica e Radiologia Interventistica – con competenze in biopsie mirate, termoablazioni, embolizzazioni – rappresentano la cerniera tecnica che rende più scorrevoli i passaggi tra diagnostica, terapia e controllo.

Melanoma e immunoterapia: l’esperienza che fa la differenza

Nel melanoma la forza del Pascale sta nel combinare volumi di casistica elevati a una cultura clinica abituata ad anticipare le innovazioni. L’immunoterapia è diventata una colonna del trattamento nelle forme avanzate e in setting adiuvanti; in Istituto viene gestita con protocolli strutturati per prevenire, riconoscere e trattare gli eventi avversi immuno-correlati. Quando serve, la chirurgia del melanoma e dei tumori cutanei interviene in modo selettivo, con attenzione al linfonodo sentinella e alle dissezioni mirate per ridurre morbilità. La presenza di trial consente opzioni addizionali per pazienti con bisogni non coperti, sempre con criteri chiari di eleggibilità e consenso informato. È un lavoro di cesello: il team analizza profilo molecolare, rischio di recidiva, comorbidità e preferenze della persona, e costruisce un piano che si aggiorna nel tempo.

Questo approccio “su misura” richiede continuità: controlli ravvicinati nelle fasi delicate, contatti rapidi con l’ambulatorio per qualsiasi segnale di allarme, linee dirette con Psico-Oncologia e Nutrizione Clinica per gestire stanchezza, calo ponderale o ansia da recidiva. È il lato spesso invisibile ma concreto della qualità: sapere chi chiamare e quando, senza rimbalzi inutili.

Senologia e torace: dalla prima visita alla terapia personalizzata

Nella Breast Unit, il percorso è scandito da tappe chiare: inquadramento diagnostico, discussione in tumor board, proposta terapeutica condivisa. Per molte pazienti, questo si traduce in chirurgia conservativa con radioterapia di precisione; per altre, in terapie sistemiche neoadiuvanti capaci di ridurre la massa e aumentare le chance di breast-conserving. I farmaci target hanno reso l’oncologia di senologia un ambito sempre più molecolare; la gestione degli effetti collaterali – cardiotossicità, neuropatia, tossicità cutanee – è parte integrante del piano. L’attenzione alla fertilità, ai sintomi menopausali trattamento-indotti, alla riabilitazione dopo chirurgia completa un disegno dove clinica e qualità di vita viaggiano parallele.

Nel polmone l’orizzonte è cambiato in profondità. La ricerca di alterazioni driver è standard, e il Pascale garantisce l’accesso a test molecolari, spesso già nella fase di diagnosi istologica. La scelta tra chirurgia (laddove possibile), radioterapia ad alta precisione e sistemiche viene periodicamente ricalibrata. La presenza di un board toracico consente di affrontare i casi limite – borderline resecabili, oligometastatici, riprese locali – con strategie combinate. Anche qui la qualità si vede nella manutenzione del percorso: tempi brevi per esami chiave, presa in carico dei sintomi respiratori, supporto nutrizionale quando la perdita di peso diventa un fattore di fragilità.

Uro-ginecologia e urologia oncologica: percorsi dedicati e ricerca clinica

La forza dell’area uro-ginecologica è la complementarità. I tumori ginecologici richiedono spesso chirurgia ad alta complessità – citoriduzioni, resezioni multiviscerali – con ricostruzioni accurate; l’oncologia medica imposta sequenze di chemio-immunoterapia e mantenimenti modulati sul rischio residuo. Nei tumori urologici la chirurgia ricostruttiva e funzionale è decisiva per la qualità di vita, così come l’uso di radioligandi e protocolli combinati nei casi selezionati. Il contesto di un IRCCS agevola l’accesso a studi clinici e a aggiornamenti rapidi degli standard, senza perdere di vista la dimensione pratica: liste dedicate, canali preferenziali per i controlli, fisioterapia del pavimento pelvico quando serve.

Sul piano umano, l’équipe mantiene uno stile franco e misurato: informare bene, decidere insieme, evitare trattamenti inutili. Il focus non è solo allungare la sopravvivenza, ma farlo preservando funzioni che contano nella vita di tutti i giorni. Piccoli esempi: programmi di recupero precoce post-chirurgico, gestione proattiva del dolore, educazione terapeutica per riconoscere precocemente segni di complicanze.

Addome e chirurgia ad alta complessità: colon-retto, fegato e pancreas

L’oncologia dell’addome è un terreno dove esperienza chirurgica e regia medica devono parlarsi senza sosta. Nell’area colon-retto il Pascale coniuga standardizzazione del gesto chirurgico con la gestione delle situazioni a rischio: malattie del retto localmente avanzate, lesioni multiple, coinvolgimenti mesorettali che richiedono radiochemioterapia preoperatoria. L’obiettivo è evitare sia l’undertreatment sia quella chirurgia eccessiva che toglie più di quanto la patologia imponga. Nei tumori epato-biliari la discussione collegiale serve a incastrare al millimetro resezioni, termoablazioni, terapie sistemiche e, quando indicato, embolizzazioni o chemioembolizzazioni gestite con la Radiologia Interventistica. Nel pancreas, dove i margini contano, il lavoro di imaging e staging è maniacale; quando la malattia consente un approccio chirurgico, il paziente viene accompagnato lungo un corridoio clinico stretto ma sorvegliato passo per passo.

Una nota importante riguarda la continuità. Il paziente addominale attraversa momenti molto diversi – diagnosi, ospedale, domiciliazione, eventuali ritrattamenti – e il valore aggiunto sta nel tenere il filo: case manager, recapiti diretti, istruzioni semplici ma precise su cosa monitorare e quando tornare. Così si riducono accessi impropri e si interviene prima che un problema diventi una complicanza.

Terapie di supporto e diagnostica integrata: l’ossatura invisibile

La Radioterapia è diventata un mestiere di millimetri. Pianificazioni 3D/IMRT/VMAT, verifica dei setup, controllo del movimento respiratorio: tutta tecnologia che, messa al servizio della clinica, significa precisione, risparmio d’organo e spesso durate di trattamento più brevi. Collaborando con oncologi medici e chirurghi, la radioterapia contribuisce sia a scopi curativi sia palliativi – analgesia, emostasi, consolidamento locale – con una rapidità operativa che fa la differenza quando c’è urgenza.

La Medicina Nucleare è nel frattempo diventata l’occhio e, in certi casi, la mano armata della terapia. PET/TC con traccianti specifici aiutano a definire stadio e strategia; terapie radiometaboliche – dalla tiroide ai radioligandi per alcuni tumori – offrono opzioni efficaci in setting selezionati. A cascata lavorano Radiodiagnostica e Radiologia Interventistica, che non sono più solo “esami” ma parte delle soluzioni: biopsie mirate per profilazione molecolare, termoablazioni quando la chirurgia non è la scelta migliore, embolizzazioni per controllo di malattia o dei sintomi. Una macchina complessa, certo, ma con una regia unica: il paziente sa dove andare, chi lo aspetta, cosa succederà nelle due settimane successive.

I nomi top di oncologia al Pascale di Napoli

In definitiva, se l’obiettivo è trovare il miglior oncologo al Pascale di Napoli, la strada più solida è incrociare la tua diagnosi con il reparto di riferimento e farti valutare dal team giusto.

Per il melanoma l’unità guidata da Paolo A. Ascierto; per il seno la Breast Unit di Michelino De Laurentiis; per il polmone il gruppo di Alessandro Morabito; per l’area uro-ginecologica i team di Sandro Pignata, Sisto Perdonà e Stefano Greggi; per l’addome l’oncologia di Antonio Avallone con la Chirurgia Colon-Retto di Paolo Delrio e la Chirurgia Epato-Biliare di Francesco Izzo; trasversalmente Radioterapia con Paolo Muto e Medicina Nucleare con Secondo Lastoria.

È un ecosistema pubblico, ad alta specializzazione, che lavora con board multidisciplinari e percorsi personalizzati. Presentarsi con documentazione aggiornata e contatti del curante accelera l’ingresso; da lì in avanti, lasciati guidare dai GOM.

La qualità vera – quella che fa la differenza nella vita reale – sta nel lavoro di squadra e nella capacità di costruire, insieme, il piano più adatto per te.

Nota: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere del medico curante.


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Questo articolo è stato redatto basandosi su informazioni provenienti da fonti ufficiali e affidabili, garantendone l’accuratezza e l’attualità. Fonti consultate: Istituto Tumori PascaleIstituto Tumori PascaleIstituto Tumori PascaleIstituto Tumori PascaleIstituto Tumori Pascale

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