Perché...?
Grandine in Italia dopo il caldo: le zone più colpite dal maltempo
Dopo il caldo record arrivano grandine, vento e temporali: le zone colpite, l’evoluzione del maltempo e cosa sta davvero accadendo in Italia.

Il caldo sembrava aver steso sull’Italia una coperta immobile, pesante, quasi appiccicosa. Poi il cielo ha cambiato voce. Nel giro di pochi minuti sono arrivati temporali violenti, raffiche di vento e grandine, con chicchi in alcuni casi descritti come grandi quanto palline da ping pong.
Il brusco passaggio dall’afa al maltempo ha colpito soprattutto il Nord Italia, dove l’aria più fresca giunta in quota ha incontrato il calore accumulato nei giorni precedenti. Una miscela esplosiva, dal punto di vista meteorologico: le nuvole si sono gonfiate rapidamente, trasformandosi in grandi celle temporalesche capaci di scaricare pioggia intensa, vento e ghiaccio.
A Torino il temporale ha provocato un vero crollo termico. La temperatura è passata da circa 33 a 19 gradi, una discesa di 14 gradi avvenuta nell’arco di poco tempo. Alberi caduti, strade invase dall’acqua e grandinate hanno accompagnato l’arrivo della perturbazione, destinata a spostarsi progressivamente verso altre regioni.
Grandine e temporali in Italia: cosa sta succedendo
La perturbazione che ha raggiunto l’Italia è legata all’ingresso di aria più fresca di origine atlantica. Il fronte ha iniziato a valicare le Alpi, trovando davanti a sé pianure e valli surriscaldate dopo giorni di temperature molto elevate.
Il contrasto termico ha alimentato temporali rapidi ma particolarmente intensi. Non la classica pioggia estiva che rinfresca l’aria e scivola via, dunque, ma fenomeni organizzati, accompagnati da attività elettrica, forti colpi di vento e grandinate localmente abbondanti.
Le prime aree interessate sono state quelle alpine e prealpine. Con il passare delle ore, però, i temporali sono scesi verso la Pianura Padana, attraversando il Piemonte e raggiungendo Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Torino colpita da grandine, vento e crollo delle temperature
Uno dei temporali più violenti ha attraversato Torino e diversi comuni della provincia. La grandine è caduta in varie zone della città e in località come Rivalba, San Raffaele Cimena, Casalborgone e Gassino.
Il vento ha abbattuto alcuni alberi e grossi rami, creando disagi alla circolazione. Il dato più evidente, quasi una fotografia del cambio di stagione avvenuto in pochi minuti, è stato però quello delle temperature: dai 33 gradi registrati prima del temporale si è scesi intorno ai 19.
L’aria bollente è stata spazzata via come polvere da un tavolo, ma il sollievo termico ha avuto un prezzo: raffiche improvvise, grandine e danni localizzati.
Temporali forti anche tra Lombardia, Emilia e Veneto
La linea temporalesca ha coinvolto anche la Lombardia e l’Emilia-Romagna, con fenomeni particolarmente attivi lungo il corso del Po, tra Pavese e Piacentino.
Altri temporali si sono sviluppati lungo la Via Emilia, interessando le province di Modena, Bologna e Ravenna. Piogge intense e grandine sono state segnalate anche sulle pianure del Nord-Est, tra Vicentino, Padovano e Veneziano.
Nel Vicentino si sono verificati allagamenti di strade e sottopassi, mentre il vento ha richiesto numerosi interventi per alberi, rami e strutture danneggiate. Nella zona di Asiago è stato inoltre segnalato un vortice che avrebbe provocato danni ad alcuni edifici rurali.
Dove può colpire ancora la grandine
La grandine non cade in maniera uniforme su territori molto estesi. Un comune può essere investito da chicchi di diversi centimetri, mentre a pochi chilometri di distanza può cadere soltanto qualche goccia. È uno dei motivi per cui questi fenomeni risultano difficili da localizzare con largo anticipo.
Le aree maggiormente esposte durante il passaggio della perturbazione comprendono Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Temporali intensi possono però svilupparsi anche lungo la dorsale appenninica e raggiungere successivamente parte delle regioni centrali e meridionali.
L’allerta più elevata è stata disposta in Lombardia, dove diversi settori sono stati interessati da un livello arancione per rischio temporali. L’allerta gialla ha riguardato numerose altre regioni, dal Nord fino alla Sicilia.
Il maltempo si sposta verso il Centro-Sud
Dopo avere attraversato il Settentrione, il fronte è destinato a scivolare verso le regioni centrali e meridionali. Giovedì 2 luglio sono previsti rovesci e temporali soprattutto al Centro, in Sardegna e su parte del Sud peninsulare.
I fenomeni potranno essere accompagnati da grandine, in particolare lungo l’Appennino, con possibili sconfinamenti verso le coste dell’Italia centrale e della Puglia settentrionale. La distribuzione resterà irregolare: sole in una zona, cielo nero e vento improvviso poco più in là.
Venerdì 3 luglio l’instabilità dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle regioni meridionali, sul versante tirrenico e sulla Sicilia centro-orientale. Al Nord, invece, è atteso un miglioramento più deciso, con il ritorno di condizioni prevalentemente soleggiate.
Perché la grandine arriva dopo il caldo record
Il caldo non impedisce la formazione della grandine. Al contrario, può fornire una parte dell’energia necessaria allo sviluppo dei temporali più violenti.
Durante le giornate molto calde, il terreno e gli strati più bassi dell’atmosfera accumulano energia e umidità. Quando in quota arriva aria più fredda, quella calda e leggera presente vicino al suolo tende a salire rapidamente.
Nascono così potenti correnti ascensionali, veri ascensori atmosferici capaci di sollevare le gocce d’acqua fino alle zone più fredde della nube. Qui le gocce congelano e iniziano a trasformarsi in piccoli chicchi di ghiaccio.
Le correnti interne al temporale possono trascinarli più volte verso l’alto, aggiungendo nuovi strati di ghiaccio. Il chicco cresce come una cipolla, strato dopo strato, finché diventa troppo pesante per restare sospeso e precipita al suolo.
Più forti sono le correnti verticali, maggiore può diventare la grandine. È per questo che i temporali nati dopo un periodo molto caldo possono produrre chicchi di medie o grandi dimensioni, oltre a raffiche violente.
Chicchi come palline da ping pong: quanto sono grandi
Una pallina da ping pong misura circa quattro centimetri di diametro. Un chicco di grandine di quelle dimensioni non è soltanto rumoroso: può ammaccare le carrozzerie, rompere vetri, danneggiare tetti, lucernari, pannelli solari e coltivazioni.
La pericolosità dipende anche dalla velocità di caduta e dal vento. Un chicco spinto lateralmente da una raffica può colpire finestre e facciate con una forza maggiore rispetto a una caduta verticale.
Le espressioni usate per descrivere la grandine — nocciole, noci, palline da ping pong — aiutano a rendere immediata la dimensione, ma non rappresentano sempre una misurazione precisa. Nei temporali più intensi, inoltre, possono cadere contemporaneamente chicchi molto diversi tra loro.
Come proteggersi durante una grandinata
Quando il cielo diventa improvvisamente scuro e il vento si alza, il temporale può essere ormai vicino. La grandine spesso arriva preceduta da raffiche fredde, tuoni frequenti e una luce quasi verdastra sotto le nuvole più dense.
Durante il fenomeno è prudente restare all’interno di un edificio, lontano da finestre, vetrate e strutture leggere. Ripararsi sotto un albero è rischioso: i rami possono spezzarsi e i fulmini possono colpire le strutture più alte e isolate.
Chi si trova in automobile dovrebbe ridurre la velocità senza frenate brusche, aumentare la distanza dagli altri veicoli e cercare una sistemazione sicura. Ponti, sottopassi allagati e tettoie fragili non sono ripari affidabili.
In città il pericolo non arriva soltanto dai chicchi. Raffiche e pioggia possono far cadere rami, cartelli, tegole e oggetti lasciati sui balconi. Il temporale estivo dura spesso poco, ma in quei minuti il paesaggio cambia faccia.
Quanto dureranno grandine e temporali
La fase più intensa al Nord dovrebbe esaurirsi con il passaggio del fronte, lasciando spazio a un miglioramento e a temperature meno soffocanti. La perturbazione continuerà però il proprio viaggio verso il Centro-Sud, dove l’instabilità potrà proseguire tra giovedì e venerdì.
Non significa che pioverà ovunque e per tutta la giornata. I temporali estivi hanno un comportamento irregolare: si accendono rapidamente, colpiscono fasce ristrette e possono dissolversi poco dopo. Proprio questa natura intermittente li rende insidiosi.
Il caldo tornerà gradualmente su diverse regioni, ma senza raggiungere immediatamente i livelli precedenti. La pausa fresca, quindi, potrebbe essere breve. L’estate non si è ritirata: ha semplicemente aperto una finestra, lasciando entrare per qualche ora vento, ghiaccio e aria più respirabile.

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